Capotraduttore del Servizio linguistico italofono

Incontriamo Andreas Weder, capotraduttore del Servizio linguistico italofono della Segreteria generale del Dipartimento federale dell’interno (DFI). Con lui accediamo ai locali della Segreteria generale del DFI a Berna.

Andreas Weder ci dice che da bambino avrebbe voluto diventare scrittore. Sottolinea che il suo attuale lavoro di traduttore non si discosta molto dal suo sogno, dato che lo scrittore crea storie mentre lui le traduce. Sebbene le tematiche siano talvolta un poco aride, il confronto con la lingua è un aspetto molto interessante del suo mestiere e comune con quello dello scrittore.

Seguiamo Andreas Weder lungo l’entrata della Segreteria generale e nel corridoio mentre saluta i propri colleghi. Lo vediamo poi tradurre un testo al computer nel suo ufficio mansardato. Ci dice che il suo lavoro consiste in primo luogo nel tradurre in italiano un testo scritto in un’altra lingua. In particolar modo Andreas Weder apprezza che nel suo lavoro dispone di grandi spazi di manovra. Non si tratta infatti di traduzioni letterali ma piuttosto di leggere e capire il testo per poi trasporlo nella lingua di Dante.

Andreas Weder si occupa ora della revisione del progetto sul Managed Care per poi passare alla traduzione del titolo «Schlaglichter Kultur» in un altro documento. A tal fine incontra una collega nel cortile interno della Segreteria generale per discutere della traduzione. Spiega che spesso capita che determinate espressioni non possano essere facilmente tradotte in italiano e per questa ragione è importante scambiare opinioni in merito con altri colleghi per giungere infine a un risultato soddisfacente.

Grazie alla traduzione Andreas Weder apprezza di essere sempre a contatto con temi molto diversi, quali la meteorologia, la cultura, la statistica, la sanità e le assicurazioni sociali. L’aspetto interessante è che queste tematiche sono sempre di stretta attualità.

Ultima modifica 10.05.2016

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