Collaboratore scientifico

Thomas Marti lavora come collaboratore scientifico nella divisione Radioprotezione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Dopo la conclusione degli studi universitari di geografia riteneva importante trovare una professione stimolante dal punto di vista scientifico e che si svolgesse in parte anche all’aperto.

All’interno della sezione Radioattività ambientale, Thomas Marti si occupa tra l’altro di misurare la radioattività nell’aria, nelle precipitazioni, nei corsi d’acqua, nel suolo, nell’erba e a volte anche negli alimenti. Questo è ciò che ci racconta mentre con l’aiuto di un assistente sta sostituendo uno strumento di misurazione per sorvegliare l’inquinamento dell’aria su un tetto ricoperto di neve. Questi filtri sono installati in circa sei postazioni sul territorio svizzero e devono essere sostituiti ogni settimana. Durante questo lasso di tempo filtrano 150 metri cubi di aria.

Per la valutazione di questi filtri l’UFSP collabora con diversi laboratori in Svizzera, come ad esempio l’Istituto Paul Scherrer a Würenlingen, il Laboratorio Spiez, l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) e l’Institut universitaire de radiophysique appliquée.

Molto interessante è che Thomas Marti può constatare immediatamente dopo avere sostituito il filtro se, a dipendenza delle condizioni meteorologiche, la quantità di polveri nell’atmosfera è maggiore o inferiore. Tuttavia, mentre trasporta al laboratorio per la radioattività ambientale le polveri catturate in una piastra per la coltura cellulare, ci spiega che è possibile stabilire lo stato preciso di radioattività solo in laboratorio.

Il lavoro svolto da Thomas Marti è importante perché in caso di incidenti come quello avvenuto a Fukushima nella primavera del 2011, le particelle radioattive possono giungere da lontano anche in Svizzera. In quel periodo, infatti, la radioattività misurata sul territorio nazionale dall’UFSP era cento volte maggiore. Ciò nonostante la concentrazione risultava essere di centomila volte inferiore al valore soglia permesso e non costituiva quindi alcun pericolo per la popolazione.

In caso di simili incidenti riveste una grande e centrale importanza la comunicazione dei valori di radioattività misurati. Al riguardo occorre effettuare sempre un confronto con eventi analoghi per fornire alla popolazione informazioni il più possibile attendibili sulla situazione attuale.

L’attività lavorativa appena descritta riunisce pertanto componenti tecniche e umane stimolanti in misura equilibrata. Quando esce dal posto di lavoro e monta in sella alla bicicletta, Thomas Marti ci svela che un tasso di occupazione parziale del 70 per cento gli offre molto spazio per attività extraprofessionali. Così facendo, riferisce Marti, il suo potenziale di crescita continua a essere elevato anche dopo quattro anni di attività professionale.

Ultima modifica 20.04.2016

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